Tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza molte donne ricevono l’indicazione di eseguire la curva glicemica, ma il momento può cambiare se esistono fattori di rischio. Qui chiarisco quando fare l’OGTT, come prepararsi, quali valori vengono controllati e cosa succede se il risultato indica un diabete gestazionale.
Il momento giusto dipende dalla settimana e dal profilo di rischio
- 24ª-28ª settimana è la finestra abituale per lo screening del diabete gestazionale.
- In presenza di alcuni fattori di rischio, l’OGTT può essere anticipato alla 16ª-18ª settimana.
- La curva prevede 75 grammi di glucosio e tre prelievi, a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore.
- È necessario arrivare dopo almeno 8 ore di digiuno, ma nei giorni precedenti bisogna mangiare normalmente.
- Un solo valore oltre la soglia è sufficiente per porre la diagnosi di diabete gestazionale.

Curva glicemica in gravidanza quando farla
La curva glicemica in gravidanza, chiamata anche OGTT da 75 g, si esegue di norma tra la 24ª e la 28ª settimana. È il periodo in cui la resistenza all’insulina tende ad aumentare per effetto degli ormoni prodotti dalla placenta, quindi l’esame riesce a individuare più facilmente alterazioni che all’inizio della gravidanza potrebbero non essere ancora evidenti.
In pratica, l’appuntamento viene spesso fissato tra la 24ª settimana compiuta e la fine della 28ª. Non conviene rimandarlo senza motivo, perché il risultato serve al ginecologo per decidere se introdurre controlli più frequenti, modificare l’alimentazione o impostare una terapia.
Quando l’esame viene anticipato
Non tutte le gestanti seguono lo stesso calendario. L’OGTT può essere richiesto già tra la 16ª e la 18ª settimana quando esistono condizioni associate a un rischio maggiore, per esempio:
- diabete gestazionale in una gravidanza precedente;
- indice di massa corporea pregravidico pari o superiore a 30, secondo le indicazioni del percorso clinico;
- glicemia a digiuno iniziale compresa tra 100 e 125 mg/dl;
- precedenti parti con neonato di peso elevato;
- familiarità stretta per diabete di tipo 2;
- età materna di almeno 35 anni, insieme ad altri elementi di rischio.
Se la curva anticipata è normale, in genere viene ripetuta nella finestra standard tra 24 e 28 settimane. Una glicemia normale nelle prime analisi, quindi, non esclude automaticamente un’alterazione che può comparire più avanti.
Come si svolge l’OGTT e quanto dura
La curva in gravidanza si effettua al mattino. Il laboratorio misura la glicemia con un primo prelievo venoso a digiuno, poi la gestante beve una soluzione contenente 75 g di glucosio, generalmente sciolti in circa 300 ml d’acqua. Seguono altri prelievi dopo 60 e 120 minuti.| Momento | Cosa avviene |
|---|---|
| Prima del carico | Prelievo della glicemia a digiuno |
| Dopo 1 ora | Secondo prelievo per valutare la risposta immediata |
| Dopo 2 ore | Terzo prelievo per verificare lo smaltimento del glucosio |
Tra un prelievo e l’altro bisogna restare sedute, senza mangiare, fumare o fare attività fisica. Di solito l’esame richiede circa due ore e mezza, considerando accettazione, attesa e prelievi. Portare acqua, qualcosa da leggere e uno spuntino per dopo può rendere l’attesa più semplice.
Cosa fare nei giorni precedenti
Nei tre giorni prima dell’esame è preferibile seguire la propria alimentazione abituale, senza eliminare pane, pasta, riso o altri carboidrati per cercare di “abbassare” il risultato. Arrivare dopo una dieta troppo restrittiva può rendere il test meno rappresentativo della situazione reale.
- rispettare il digiuno indicato dal laboratorio, di solito di almeno 8 ore;
- bere solo acqua, salvo istruzioni diverse;
- evitare allenamenti intensi la mattina dell’esame;
- informare il personale se si assumono farmaci o se ci sono febbre, vomito o malessere;
- non modificare autonomamente le terapie prescritte.
Un errore frequente consiste nel pensare che basti saltare la colazione. Il digiuno comprende anche la notte e deve essere abbastanza lungo da consentire una misurazione attendibile, senza però prolungarlo oltre quanto indicato dal centro.
Quali valori si controllano e come interpretarli
Per la diagnosi di diabete gestazionale si considerano tre misurazioni. Le soglie comunemente utilizzate sono 92 mg/dl a digiuno, 180 mg/dl dopo un’ora e 153 mg/dl dopo due ore.
| Prelievo | Soglia diagnostica |
|---|---|
| A digiuno | 92 mg/dl o più |
| Dopo 1 ora | 180 mg/dl o più |
| Dopo 2 ore | 153 mg/dl o più |
Un solo valore uguale o superiore alla soglia può essere sufficiente per la diagnosi. Non significa però che la situazione sia grave o che la gravidanza sia necessariamente a rischio. Significa che il metabolismo degli zuccheri va seguito con maggiore attenzione, spesso iniziando da alimentazione personalizzata e movimento compatibile con la gravidanza.
Non consiglio di interpretare il referto confrontando i numeri con quelli trovati online. Il laboratorio può riportare unità, intervalli e note differenti, mentre il ginecologo o il diabetologo valuta il risultato insieme alla settimana gestazionale e alla storia clinica.
Cosa succede se la curva risulta alterata
Dopo un risultato positivo, il percorso non si esaurisce con la diagnosi. Di solito viene organizzato un controllo della glicemia a casa, accompagnato da indicazioni nutrizionali e da un’attività fisica leggera, se non ci sono controindicazioni ostetriche.
In molte situazioni è sufficiente distribuire meglio i carboidrati durante la giornata, abbinare le fonti di zuccheri a proteine e fibre e fare una breve camminata dopo i pasti. Se i valori restano elevati nonostante queste misure, il medico può prescrivere insulina. La terapia non va iniziata, sospesa o sostituita con rimedi fai da te.
Il diabete gestazionale spesso non provoca sintomi riconoscibili. Proprio per questo la curva ha un ruolo importante: permette di individuare un’alterazione prima che si manifesti con sete intensa o altri segnali evidenti. Un controllo tempestivo riduce il rischio di complicazioni legate, per esempio, a una crescita fetale eccessiva.Leggi anche: Cintura in gravidanza, quale scegliere e come usarla
Se durante l’esame compare nausea
La soluzione concentrata può provocare nausea, sudorazione o senso di debolezza, soprattutto a stomaco vuoto. Se il malessere è intenso, bisogna avvisare subito il personale e non alzarsi da sole, perché un episodio di vomito può rendere il test non valido.
In caso di vomito, il laboratorio o il medico stabilirà se interrompere l’esame e ripeterlo in un’altra giornata. Non bisogna bere nuovamente il glucosio senza istruzioni, né sostituire la curva con misurazioni casuali a casa.
Quando la curva non va eseguita o va rimandata
Un semplice raffreddore non rende automaticamente inutile l’OGTT, ma febbre, vomito, diarrea, infezioni importanti o terapie temporanee possono influenzare il risultato. Per questo è prudente chiamare il laboratorio o il ginecologo prima dell’appuntamento, spiegando i sintomi e i farmaci assunti.
Anche un appuntamento fissato troppo presto o troppo tardi va verificato. La finestra delle 24-28 settimane è quella più usata per lo screening ordinario, mentre nelle gestanti ad alto rischio il medico può indicare un controllo anticipato. Le procedure possono variare leggermente tra regioni e strutture, quindi fa fede la prescrizione ricevuta.
La curva glicemica non va confusa con la misurazione della glicemia a digiuno. Quest’ultima è un singolo prelievo e può essere utile nel primo trimestre, ma non sostituisce sempre l’OGTT previsto durante la gravidanza.Dopo il parto il controllo non finisce
Chi ha avuto un diabete gestazionale mantiene una maggiore probabilità di sviluppare alterazioni della glicemia negli anni successivi. Per questo viene spesso consigliato un nuovo OGTT con 75 g di glucosio da almeno 6 settimane a 6 mesi dopo il parto, secondo il percorso indicato dal medico.
Il controllo è particolarmente utile anche se i valori tornano normali subito dopo la nascita. Il diabete gestazionale può risolversi, ma rappresenta un segnale da non ignorare per la salute metabolica futura. Alimentazione equilibrata, movimento regolare e controlli periodici aiutano a ridurre il rischio.
La risposta più semplice, quindi, è questa: nella maggior parte delle gravidanze la curva si fa tra la 24ª e la 28ª settimana; se ci sono fattori di rischio, può essere anticipata alla 16ª-18ª settimana e poi ripetuta. Per organizzare bene l’esame bastano una prescrizione chiara, il digiuno corretto e tre giorni di alimentazione normale, senza tentare di alterare il risultato.