Febbre a 38 in gravidanza? Cosa fare e quando preoccuparsi

Mani di donna incinta tengono un termometro digitale. Monitorare la temperatura è importante per escludere la febbre in gravidanza.

Scritto da

Valentina Costantini

Pubblicato il

8 giu 2026

Indice

Una temperatura di 38 °C durante la gestazione può spaventare, ma non significa automaticamente che ci sia un pericolo per il bambino. Io partirei da tre cose concrete: misurare bene la febbre, capire quali sintomi la accompagnano e contattare il medico senza assumere farmaci a caso. In questa guida spiego cosa fare nelle prime ore, quando preoccuparsi e quali medicinali richiedono particolare prudenza.

Le decisioni più importanti quando sale la temperatura

  • 38 °C o più è generalmente considerata febbre e va segnalata al medico o al ginecologo.
  • Il paracetamolo è il farmaco antipiretico di prima scelta quando è clinicamente necessario, alla dose minima efficace.
  • Bere spesso aiuta a prevenire la disidratazione, soprattutto se ci sono vomito, diarrea o sudorazione.
  • Ibuprofene, aspirina e altri FANS non vanno usati autonomamente, in particolare dopo la ventesima settimana.
  • Difficoltà respiratoria, confusione, dolore intenso, sanguinamento o riduzione dei movimenti fetali richiedono assistenza urgente.

Donna incinta preoccupata guarda il termometro, avvolta in una coperta. La febbre in gravidanza è un sintomo da non sottovalutare.

Quando la temperatura è davvero febbre

Sentirsi accaldate, avere brividi o sudare non basta per stabilire la presenza di febbre. Serve un termometro affidabile, usato seguendo le istruzioni e possibilmente sempre nello stesso modo, perché la misurazione ascellare, orale o auricolare può dare valori leggermente diversi.

In generale, si parla di febbre da 38 °C in su. Una temperatura tra 37,5 e 38 °C può essere transitoria, legata all’ambiente, all’attività fisica o a un malessere iniziale, ma se persiste va comunque osservata e riferita al professionista che segue la gravidanza.

Temperatura rilevata Come orientarsi
Meno di 38 °C Non è generalmente febbre, ma conta l’andamento e la presenza di altri sintomi.
Da 38 a 38,5 °C Febbre lieve. È prudente contattare il medico o il ginecologo.
Da 38,5 a 39 °C Febbre moderata, soprattutto da valutare se dura diverse ore o si accompagna a malessere importante.
Oltre 39 °C Febbre elevata. Occorre chiedere rapidamente un parere sanitario.

Non aspetterei che la temperatura diventi molto alta prima di chiedere consiglio. In gravidanza contano anche la durata della febbre, la settimana gestazionale e la causa probabile, non soltanto il numero visualizzato sul display.

Da cosa può dipendere e perché non va ignorata

Le cause più comuni sono infezioni virali delle vie respiratorie, influenza, COVID-19, gastroenterite e infezioni urinarie. Possono comparire anche problemi batterici, infezioni trasmesse dagli alimenti o, più raramente, condizioni che richiedono una valutazione ostetrica immediata.

La febbre è un segnale, non una diagnosi. Per esempio, bruciore quando si urina, dolore ai reni o bisogno frequente di andare in bagno fanno pensare a un’infezione urinaria; tosse e difficoltà respiratoria orientano invece verso un problema respiratorio. Questa distinzione aiuta il medico a decidere se servono esami del sangue, tampone o analisi delle urine.

Una temperatura elevata e prolungata, soprattutto nelle prime settimane, è stata associata a un aumento di alcuni rischi per lo sviluppo fetale. Questo non significa che un singolo episodio provochi necessariamente danni: il rischio dipende da intensità, durata, infezione e momento della gravidanza. Curare tempestivamente la madre è quindi parte della protezione del bambino.

Durante il secondo e il terzo trimestre una febbre importante può inoltre peggiorare disidratazione, tachicardia e debolezza. Se la gestante ha diabete, ipertensione, malattie renali o altre patologie, la soglia per chiedere consiglio dovrebbe essere ancora più bassa.

Cosa fare nelle prime ore a casa

La prima cosa è fermarsi, riposare e misurare nuovamente la temperatura dopo un po’ di tempo, annotando valore, orario e sintomi. Io trovo molto utile preparare queste informazioni prima di telefonare, perché rendono il consulto più rapido e preciso.

  • Bere acqua a piccoli sorsi e aumentare i liquidi se si suda, si vomita o si ha diarrea.
  • Indossare abiti leggeri e tenere la stanza fresca, senza esporsi a correnti fredde.
  • Mangiare cibi semplici se l’appetito lo consente.
  • Usare impacchi tiepidi se danno sollievo, evitando ghiaccio, bagni gelati e frizioni con alcol.
  • Contattare il medico, il ginecologo o la continuità assistenziale se la temperatura raggiunge 38 °C, se dura oltre alcune ore o se peggiora.

Non serve forzarsi a mangiare, ma è importante riuscire a bere e urinare con regolarità. Bocca molto secca, capogiri, urine scarse e sonnolenza possono indicare disidratazione e meritano una valutazione più rapida.

Se la febbre è accompagnata da tosse o mal di gola, è prudente limitare i contatti ravvicinati e chiedere al medico se sia opportuno eseguire un test per un’infezione respiratoria. Gli antibiotici, invece, servono solo quando il professionista sospetta o conferma una causa batterica.

Quale farmaco si può usare con cautela

Il paracetamolo è generalmente l’antipiretico di prima scelta in gravidanza quando è necessario abbassare la temperatura o controllare il dolore. AIFA ha confermato che può essere utilizzato se clinicamente indicato, preferendo la dose efficace più bassa, per il periodo più breve possibile e con la frequenza minima necessaria.

Questo non significa prenderlo automaticamente o seguire la dose di un’altra persona. Bisogna controllare il foglietto illustrativo e chiedere consiglio a medico o farmacista soprattutto in presenza di peso inferiore a 50 kg, problemi al fegato, consumo elevato di alcol o altri medicinali già assunti.

Attenzione anche ai prodotti contro raffreddore e influenza. Alcuni contengono già paracetamolo, mentre altri associano decongestionanti o antinfiammatori. Sommare più confezioni può portare a un sovradosaggio senza accorgersene.

Ibuprofene, ketoprofene, naprossene e aspirina appartengono ai FANS e non sono una scelta fai da te per la febbre in gravidanza. In particolare, l’uso dopo la ventesima settimana e nel terzo trimestre può comportare rischi per il feto; l’aspirina a basso dosaggio prescritta dal ginecologo per una precisa indicazione è un caso diverso e non va sospesa autonomamente.

Quando serve un controllo urgente

La febbre richiede una valutazione immediata se compare insieme a uno dei seguenti segnali:

  • difficoltà respiratoria, dolore al petto, labbra bluastre o svenimento;
  • confusione, rigidità del collo, mal di testa improvviso e molto intenso;
  • vomito continuo, impossibilità a trattenere liquidi o segni marcati di disidratazione;
  • dolore addominale forte, contrazioni regolari, perdita di liquido o sanguinamento vaginale;
  • bruciore urinario con dolore lombare o febbre alta con brividi intensi;
  • eruzione cutanea diffusa, gonfiore del viso o difficoltà a deglutire;
  • riduzione evidente dei movimenti fetali, quando sono già abitualmente percepibili.

In presenza di difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, dolore toracico o peggioramento rapido bisogna chiamare il 112 o il 118. Per gli altri casi, il riferimento può essere il ginecologo, il medico di famiglia, la continuità assistenziale o il reparto maternità indicato durante i controlli.

Non aspetterei 24 o 48 ore se la temperatura è alta e la condizione generale peggiora. Una febbre moderata con buone condizioni, che scende e non torna, è diversa da una febbre che continua a salire o ricompare nonostante le misure consigliate.

La cosa più utile da preparare prima di chiamare

Quando contatti un professionista, tieni a portata di mano la settimana di gravidanza, la temperatura massima rilevata, il metodo di misurazione, l’orario di comparsa e l’elenco dei sintomi. Aggiungi i medicinali già assunti, anche quelli da banco e gli integratori.

Il punto non è eliminare ogni rialzo di temperatura con un farmaco, né sopportare la febbre per paura di curarsi. La scelta più sicura consiste nel riconoscere presto la causa, evitare l’automedicazione e usare il trattamento indicato dal medico in modo mirato. Con queste informazioni, la maggior parte delle situazioni può essere gestita con maggiore calma e senza trascurare i segnali importanti.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

In generale, si parla di febbre da 38 °C in su. Misura nuovamente la temperatura con un termometro affidabile, annota orario e sintomi, riposa, bevi spesso e contatta il medico o il ginecologo.

Il paracetamolo è generalmente l'antipiretico di prima scelta quando è clinicamente necessario, usando la dose minima efficace per il periodo più breve possibile. Ibuprofene, ketoprofene, naprossene e aspirina non vanno assunti autonomamente, soprattutto dopo la ventesima settimana.

È necessaria una valutazione immediata in caso di difficoltà respiratoria, dolore al petto, confusione, svenimento, vomito continuo, disidratazione marcata, dolore addominale intenso, contrazioni, perdita di liquido, sanguinamento o riduzione dei movimenti fetali. Per difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, dolore toracico o rapido peggioramento, chiama il 112 o il 118.

Prepara la settimana di gravidanza, la temperatura massima, il metodo di misurazione, l'orario di comparsa e tutti i sintomi. Comunica anche medicinali, prodotti da banco e integratori già assunti, oltre a eventuali patologie come diabete, ipertensione o problemi renali.

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Mi chiamo Valentina Costantini e da 15 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere il mondo della moda, dei viaggi e del lifestyle pensati per le famiglie. La mia passione è nata dal desiderio di creare contenuti che non solo informino, ma che siano anche una guida pratica e ispiratrice per genitori che, come me, cercano soluzioni e idee per vivere al meglio ogni momento, dal guardaroba dei più piccoli alle avventure in famiglia. Mi impegno a selezionare con cura le informazioni, a confrontare le tendenze e a rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, con l'obiettivo di offrire sempre spunti utili, accurati e aggiornati per accompagnarvi nelle vostre scelte quotidiane.

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