Brufen e Tachipirina insieme nei bambini - cosa sapere

Bambina malata a letto prende sciroppo, mentre la mamma tiene il flacone. Forse per febbre o tosse, un mix di brufen e tachipirina insieme per farla stare meglio.

Scritto da

Valentina Costantini

Pubblicato il

23 mag 2026

Indice

Quando un bambino ha febbre o dolore, è naturale chiedersi se si possano usare Brufen e Tachipirina insieme per ottenere un sollievo più rapido. La risposta breve è che non è una combinazione da improvvisare: Brufen contiene ibuprofene, Tachipirina contiene paracetamolo e la scelta dipende da età, peso, sintomi e condizioni di salute. Qui chiarisco quando può bastare un solo farmaco, quali sono i rischi dell’alternanza e quando è necessario sentire il pediatra.

La regola più sicura è usare un solo antipiretico alla volta

  • Non combinarli di propria iniziativa per abbassare semplicemente la temperatura.
  • Il farmaco va dato soprattutto se la febbre provoca malessere, dolore o irritabilità.
  • Le dosi pediatriche dipendono dal peso del bambino, non solo dall’età.
  • L’ibuprofene richiede cautela in caso di disidratazione, varicella o problemi renali.
  • Se sono già stati somministrati entrambi, bisogna segnare orari e quantità e chiedere consiglio prima di dare altre dosi.

Brufen e Tachipirina hanno principi attivi diversi

Il Brufen è a base di ibuprofene, un farmaco antinfiammatorio non steroideo, mentre la Tachipirina contiene paracetamolo, analgesico e antipiretico. Entrambi possono ridurre febbre e dolore, ma lo fanno con meccanismi diversi e non sono automaticamente più efficaci se somministrati nello stesso momento.

La Società Italiana di Pediatria raccomanda di usare gli antipiretici quando alla febbre si associa un vero malessere generale, non soltanto perché il termometro segna un valore elevato. Io partirei sempre da questo criterio, perché curare il bambino significa migliorare come sta, non inseguire ogni variazione della temperatura.

Per la febbre semplice, le indicazioni pediatriche italiane preferiscono scegliere paracetamolo oppure ibuprofene, senza combinarli o alternarli autonomamente. Se il bambino continua a stare male nonostante il primo farmaco, è più prudente contattare il pediatra invece di costruire a casa uno schema con due medicinali.

Quando è meglio scegliere un solo farmaco

Se il bambino è vigile, beve, respira bene e non appare sofferente, spesso non serve somministrare subito un antipiretico. È utile offrire liquidi con frequenza, vestirlo leggero e lasciarlo riposare senza forzarlo a mangiare.

Quando invece febbre o dolore lo rendono irritabile, abbattuto o incapace di dormire, si può usare il medicinale indicato dal pediatra o dal foglietto illustrativo. Per il paracetamolo, il riferimento pediatrico comunemente riportato è 10-15 mg per kg per dose ogni 6-8 ore. Per l’ibuprofene, il dosaggio indicativo è spesso di 10 mg per kg per dose ogni 8 ore, ma la formulazione e l’età minima ammessa devono essere controllate con attenzione.

Questi numeri non sostituiscono la prescrizione. Gli sciroppi possono avere concentrazioni diverse e una quantità espressa in millilitri non è intercambiabile tra marche o confezioni. Per questo consiglio di usare la siringa dosatrice originale, verificare il peso aggiornato e non misurare il farmaco con un cucchiaino da cucina.

Perché l’alternanza può creare più problemi che vantaggi

L’errore più comune non è tanto la differenza tra i due principi attivi, quanto la difficoltà di ricordare quale farmaco è stato dato, a che ora e in quale quantità. Durante una notte con febbre, due genitori possono somministrare lo stesso medicinale a poca distanza oppure confondere la dose massima giornaliera.

L’alternanza non offre una soluzione automatica e può aumentare il rischio di sovradosaggio. Inoltre, abbassare la temperatura per qualche ora non significa aver risolto la causa della febbre. Se il bambino resta molto dolorante, peggiora o non risponde al trattamento, serve una valutazione clinica.

Per il dolore intenso, dopo un intervento o in situazioni particolari, il pediatra può decidere un piano che preveda entrambi i principi attivi. In quel caso bisogna seguire lo schema preciso indicato dal professionista, senza modificarne intervalli e dosi. Non utilizzerei mai una tabella trovata online come sostituto di una consulenza personalizzata.

[search_image]genitore misura sciroppo pediatrico con siringa dosatrice per febbre bambino

Quando l’ibuprofene richiede particolare prudenza

Il Brufen non è adatto a tutti i bambini e non dovrebbe essere somministrato senza valutazione quando ci sono vomito, diarrea o segni di disidratazione. L’ibuprofene può aumentare il rischio di problemi renali proprio quando l’organismo ha perso molti liquidi.

È inoltre sconsigliato in caso di varicella e va valutato con il medico nei bambini con asma, disturbi renali, problemi gastrici, allergie ai FANS o terapie concomitanti. Nei bambini molto piccoli, soprattutto sotto i 6 mesi, il suo impiego richiede un’indicazione sanitaria; la Società Italiana di Pediatria lo esclude nei primi 3 mesi di vita.

Il paracetamolo non è privo di rischi. Un eccesso può danneggiare gravemente il fegato, soprattutto se si somministrano contemporaneamente altri prodotti per raffreddore o influenza che contengono lo stesso principio attivo. Prima di aggiungere qualsiasi medicinale, controllo sempre la voce “principio attivo” sulla confezione.

Cosa fare se sono già stati dati entrambi

Una singola somministrazione ravvicinata non significa automaticamente che ci sarà un danno, ma non bisogna continuare alla cieca. Annoterei subito nome del prodotto, concentrazione, quantità, peso del bambino e orario, poi contatterei il pediatra, la guardia medica o il farmacista per sapere quando e se somministrare una dose successiva.

Se è stata superata la dose indicata, se non si conosce la quantità assunta o se il bambino ha ingerito farmaci da solo, bisogna chiedere immediatamente assistenza a un Centro Antiveleni o chiamare il 112. Non bisogna provocare il vomito e non è utile dare altri medicinali per “compensare” l’errore.

È necessario rivolgersi rapidamente a un medico anche in presenza di difficoltà respiratoria, sonnolenza insolita, convulsioni, rigidità del collo, macchie cutanee che non scompaiono alla pressione, labbra bluastre o impossibilità a bere. Un lattante sotto i 3 mesi con febbre di almeno 38 °C deve essere valutato tempestivamente.

La febbre non si gestisce soltanto con il termometro

Il numero rilevato è importante, ma conta altrettanto l’aspetto generale del bambino. Un piccolo con 39 °C che beve, interagisce e torna vivace dopo il riposo può richiedere un approccio diverso da uno con 38 °C che appare molto abbattuto, respira male o urina poco.

  • Offrire spesso acqua o altri liquidi adatti all’età.
  • Controllare che il bambino urini e che non abbia bocca molto secca o occhi infossati.
  • Evitare ghiaccio, alcol, aceto e spugnature fredde.
  • Non somministrare antibiotici senza visita e prescrizione.
  • Tenere a portata di mano confezioni e foglietti illustrativi se si chiama il medico.

La mia indicazione pratica è semplice: un farmaco alla volta, dose calcolata sul peso e nessuna alternanza senza consiglio sanitario. Se il bambino non migliora o il quadro non convince, la domanda giusta non è quale antipiretico aggiungere, ma perché i sintomi persistono e se sia necessaria una visita.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Non vanno combinati o alternati di propria iniziativa per abbassare la temperatura. Per la febbre semplice è preferibile scegliere paracetamolo oppure ibuprofene, usando un solo farmaco alla volta e chiedendo consiglio al pediatra se il bambino continua a stare male.

Le dosi dipendono dal peso e dalla concentrazione del prodotto. Il riferimento indicativo riportato nell’articolo è di 10-15 mg per kg per dose ogni 6-8 ore per il paracetamolo e circa 10 mg per kg per dose ogni 8 ore per l’ibuprofene. Occorre verificare il foglietto illustrativo e usare la siringa dosatrice originale.

L’ibuprofene richiede cautela in presenza di vomito, diarrea o disidratazione, varicella, problemi renali o gastrici, asma, allergie ai FANS e terapie concomitanti. Nei bambini molto piccoli va usato solo su indicazione sanitaria ed è escluso nei primi 3 mesi di vita.

Annota nome del prodotto, concentrazione, quantità, peso del bambino e orario, poi contatta pediatra, guardia medica o farmacista prima di dare altre dosi. Se è stata superata la dose, la quantità è sconosciuta o il bambino ha ingerito farmaci da solo, chiedi subito assistenza a un Centro Antiveleni o chiama il 112.

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febbre disidratazione brufen tachipirina sovradosaggio

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Valentina Costantini

Valentina Costantini

Mi chiamo Valentina Costantini e da 15 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere il mondo della moda, dei viaggi e del lifestyle pensati per le famiglie. La mia passione è nata dal desiderio di creare contenuti che non solo informino, ma che siano anche una guida pratica e ispiratrice per genitori che, come me, cercano soluzioni e idee per vivere al meglio ogni momento, dal guardaroba dei più piccoli alle avventure in famiglia. Mi impegno a selezionare con cura le informazioni, a confrontare le tendenze e a rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, con l'obiettivo di offrire sempre spunti utili, accurati e aggiornati per accompagnarvi nelle vostre scelte quotidiane.

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